Comune di Calenzano Comunicati

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lunedì, 18 dicembre 2006

Nuove procedure per il rinnovo dei permessi di soggiorno. Il Comune di Calenzano fornisce il servizio di precompilazione.
Solo Prato e Calenzano in Toscana offrono questa opportunità

14 dicembre 2006 - Da lunedì 11 dicembre è cambiata la procedura per il rinnovo del permesso di soggiorno. Per alcune tipologie di permessi i cittadini stranieri residenti in Italia non dovranno più consegnare la domanda in Questura ma inviarle tramite un ufficio postale abilitato. Nella provincia di Firenze sono 38 e 12 nell'area comunale di Firenze, di cui 4 con sportello dedicato esclusivamente alla ricezione delle domande. A Calenzano è l'Ufficio Postale Centrale che può inviare la domanda all'ufficio delle poste centrali via Battisti Cesare n.2, 50041 Calenzano. Tutti gli uffici postali però sono in grado di fornire in distribuzione gratuita il kit per il rinnovo.

Il Comune di Calenzano è, assieme a Prato, uno dei due comuni toscani che si assumono gratuitamente la funzione di pre-compilazione.

Infatti: per garantire una migliore compilazione della modulistica e per offrire un'assistenza mirata alla preparazione di tutti i documenti richiesti, è stato istituito un servizio di precompilazione della domanda presso l.URP del Comune di Calenzano (giovedì pomeriggio) e presso lo Sportello Immigrati (martedì pomeriggio).

Per accedere a questo tipo di servizio è necessario effettuare una prenotazione telefonando all’Urp numero 055 8833226 (orario di apertura normale degli uffici) o allo sportello immigrati tel. 0558879639.

Il servizio è a disposizione di tutte le persone che risiedono sul territorio comunale: ovvero sia chi ha la residenza anagrafica che chi dichiara sul Permesso di Soggiorno un indirizzo di Calenzano.

 Una ulterioriore possibilità a disposizione è quella di avvalersi della precompilazione a cura dei vari patronati, già attivi sul territorio. In questo caso il patronato invia la domanda per via telematica al centro di raccolta nazionale e consegna una stampa della domanda al richiedente. La precompilazione non esonera dall'invio del cartaceo attraverso l'ufficio postale.

Ecco come si svolge la nuova procedura. Il kit da compilare è in distribuzione gratuita presso tutti gli uffici postali. Una volta compilata la domanda, l'interessato dovrà recarsi personalmente presso l'ufficio postale abilitato per l'invio della domanda. Oltre al modulo, occorre una documento valido, la copia del permesso di soggiorno o carta di soggiorno valida, per i casi richiesti una marca da bollo di 14,62 euro. La ricevuta di pagamento del bollettino di 27,50 euro per il rilascio del permesso di soggiorno elettronico (il bollettino premarcato si trova presso ogni ufficio postale).

Al momento della consegna la busta deve essere ancora aperta e il costo dell'invio è di 30 euro. La ricevuta dell'assicurata è molto importante perché è la prova della richiesta di rinnovo, inoltre i codici presenti nell'assicurata permettono di entrare in un'area riservata del sito internet www.portaleimmigrazione.it dove si potrà vedere lo stato della pratica.

Successivamente, una raccomandata avvertirà di un appuntamento in Questura per il rilascio delle impronte digitali e di eventuale ulteriore documentazione. Una seconda raccomandata avvertirà di un nuovo appuntamento per la consegna del permesso di soggiorno.

postato da: coopinnova alle ore 12:02 | link |
categorie: sanitario e sociale, consiglio degli stranieri
giovedì, 07 dicembre 2006

Bonus bebè agli immigrati: che pasticcio! La sanatoria del governo scontenta coloro che non hanno chiesto il bonus
Il commento del Consiglio degli stranieri di Calenzano

7 dicembre 2006 - Già nel febbraio 2006 il Consiglio degli stranieri aveva espresso il proprio sdegno per come era stata trattata la questione dei famosi "bonus bebè" e in questa occasione ci ritorna sopra per le conseguenze che la sanatoria successiva ha portato. "All'inizio - dice il presidente del Consiglio degli stranieri di Calenzano Filip Virgil - ci siamo appellati all'anticostituzionalità e alla parità dei diritti e dei doveri. Dopo poco più di sei mesi non possiamo far altro che ripetere il nostro sdegno assoluto per il modo in cui è stata condotta e gestita questa operazione". In seguito all'arrivo a casa della lettera firmata dall'ex Premier infatti ci sono state delle persone (comunque ai cittadini non comunitari) che si sono presentate agli sportelli postali e hanno ritirato la somma che gli spettava in base alla lettera. Qualcuno lo ha fatto per ignoranza, ma molti l'hanno fatto coscientemente.

Il Consiglio degli stranieri, assieme allo Sportello Immigrati, avvertiva però questi concittadini che la firma finale posta sul foglio rappresentava autocertificazione e siccome essi non avevano la cittadinanza comunitaria, avrebbero dichiarato il falso e avrebbero rischiato una causa in tribunale o come minimo di dover restituire i mille euro del bonus bebè. Un atteggiamento che hanno tenuto anche alcuni uffici postali rifiutandosi di corrispondere la somma in questione al firmatario dell'autocertificazione e credendo di fargli un favore.
"Abbiamo sbagliato tutti - afferma con amarezza Filip Virgil - E chiediamo scusa ai nostri concittadini di aver loro indirettamente sottratto quella somma di denaro". Infatti il governo ha deciso successivamente di .abbonare. il bonus di mille euro a quegli extracomunitari che lo avevano richiesto. "La coscienza del Consiglio è comunque tranquilla . continua Virgil - gli unici Consiglieri che hanno avuto la lettera a casa non hanno ritirato il famoso bonus. Non è altrettanto tranquilla la loro situazione familiare perché vengono accusati dalle mogli di essere stati dei "bischeri"".

Queste le parole amareggiate del Presidente del Consiglio degli stranieri al quale molti cittadini immigrati si sono rivolti per lamentarsi della sanatoria del governo sul bonus bebè. "Troviamo scandaloso e vergognoso il fatto che non si sia proceduto d'ufficio al rimborso delle somme già ritirate - conclude il Presidente del Consiglio degli stranieri . Se diventava un'operazione complicata e costosa, si poteva procedere alla correzione della legge e all'erogazione del contributo a tutte le famiglie. La scelta del danno minore con le conseguenze di privilegiare chi ha dichiarato il falso (coscientemente o per ignoranza, comunque indotto dalla lettera arrivata a casa) contro quelli che rispettano le leggi , ci sembra veramente controproducente se si vuol dare un buon esempio ai nuovi cittadini".

postato da: coopinnova alle ore 10:08 | link |
categorie: consiglio degli stranieri
martedì, 07 novembre 2006

Rinnovo dei permessi di soggiorno: quante volte si dovrà pagare? Meglio decentralizzare ai Comuni
Il Consiglio degli stranieri di Calenzano interviene sul passaggio del rinnovo a Poste Italiane Spa

7 novembre 2006 – Ripartirà a breve la presentazione del rinnovo del permesso di soggiorno agli uffici postali e il Consiglio degli stranieri di Calenzano pone qualche domanda a chi gestisce la burocrazia legata alle pratiche del soggiorno. In seguito ad un decreto legge del 4 aprile 2006 il rinnovo del permesso di soggiorno è diventato a pagamento a carico dell'immigrato: 27,5 euro per il rinnovo al quale vanno aggiunti 14,62 euro della marca da bollo e 30 euro per il servizio a Poste Italiane spa che ha la concessione esclusiva per il rinnovo.

“Purtroppo, ci siamo resi conto – dice Filip Virgil, presidente dell’organo consultivo dei migranti di Calenzano – che in Italia,  anche le cose più assurde e quelle che ci sembravano soltanto uno scherzo di cattivo gusto, spesso si sono realizzate successivamente. Come si pensa di poter partire con la presentazione delle domande fra tre settimane? Chi è stato istruito all’assistenza nella fase di compilazione? Cosa succederà con le domande complete e idonee e dove invece finiranno tutte quelle incomplete? Quante volte un migrante pagherà per il rilascio di un documento necessario per la sua esistenza?” 
Il timore espresso dal Consiglio è che tra qualche settimana ci sarà un caos ingovernabile tale che gli stranieri dovranno ripresentare la stessa domanda per il rinnovo di permesso di soggiorno. Un altro problema importante è quello della discrezionalità che impiegano le singole questure nello stabilire i parametri e la documentazione richiesti per il rilascio del permesso di soggiorno.
“Bisogna unificare tutto il check-list di documenti – afferma Filip Virgil -  e sarà una bella sorpresa per molti richiedenti. Non ci sembra che in molti comuni le istituzioni si siano dotate degli strumenti validi anche a Calenzano le iniziative di sperimentazione si sono arenate”.
“Non sappiamo in che maniera gli uffici postali potranno dedicarsi alla formazione specifica in materia – continua il presidente del Consiglio degli Stranieri – visto che le domande per i flussi migratori, presentate nel marzo 2006, sono ancora in attesa di definizione, dopo più di 7 (sette) mesi. Ci sembra veramente una presa in giro! L’unica cosa che sappiamo è che questo servizio non sarà gratuito”.
Con l’attuale legge si verificano dei paradossi assurdi “Proviamo ad ipotizzare un esempio – continua Virgil - con l’attuale legge lo straniero avrà un titolo di soggiorno pari alla durata del contratto di lavoro. Diciamo che lavora tramite un’agenzia interinale dove gli fanno contratti semestrali. Dopo sei mesi sarà impossibile che, con questo sistema, gli venga rilasciato il permesso di soggiorno. Ne dovrà chiedere un altro, nuovo, con il nuovo contratto di lavoro. E così via. Pagherà all’anno più di 100 euro, però sarà sempre senza originale del permesso di soggiorno.”

Il Consiglio degli stranieri fa notare come il lavoro di aiuto alla compilazione della domanda verrà portato avanti dagli enti locali, dalle associazioni, dai sindacati i quali in genere eseguono questi compiti gratuitamente: “A questo punto non era più facile e onesto decentralizzare tutto quanto e affidare il rilascio del titolo di soggiorno agli enti locali, responsabilizzandoli”

postato da: coopinnova alle ore 14:19 | link |
categorie: sanitario e sociale, consiglio degli stranieri

Rinnovo dei permessi di soggiorno: quante volte si dovrà pagare? Meglio decentralizzare ai Comuni
Il Consiglio degli stranieri di Calenzano interviene sul passaggio del rinnovo a Poste Italiane Spa

2 novembre 2006 – Ripartirà a breve la presentazione del rinnovo del permesso di soggiorno agli uffici postali e il Consiglio degli stranieri di Calenzano pone qualche domanda a chi gestisce la burocrazia legata alle pratiche del soggiorno. In seguito ad un decreto legge del 4 aprile 2006 il rinnovo del permesso di soggiorno è diventato a pagamento a carico dell'immigrato: 27,5 euro per il rinnovo al quale vanno aggiunti 14,62 euro della marca da bollo e 30 euro per il servizio a Poste Italiane spa che ha la concessione esclusiva per il rinnovo.

“Purtroppo, ci siamo resi conto – dice Filip Virgil, presidente dell’organo consultivo dei migranti di Calenzano – che in Italia,  anche le cose più assurde e quelle che ci sembravano soltanto uno scherzo di cattivo gusto, spesso si sono realizzate successivamente. Come si pensa di poter partire con la presentazione delle domande fra tre settimane? Chi è stato istruito all’assistenza nella fase di compilazione? Cosa succederà con le domande complete e idonee e dove invece finiranno tutte quelle incomplete? Quante volte un migrante pagherà per il rilascio di un documento necessario per la sua esistenza?” 
Il timore espresso dal Consiglio è che tra qualche settimana ci sarà un caos ingovernabile tale che gli stranieri dovranno ripresentare la stessa domanda per il rinnovo di permesso di soggiorno. Un altro problema importante è quello della discrezionalità che impiegano le singole questure nello stabilire i parametri e la documentazione richiesti per il rilascio del permesso di soggiorno.
“Bisogna unificare tutto il check-list di documenti – afferma Filip Virgil -  e sarà una bella sorpresa per molti richiedenti. Non ci sembra che in molti comuni le istituzioni si siano dotate degli strumenti validi anche a Calenzano le iniziative di sperimentazione si sono arenate”.
“Non sappiamo in che maniera gli uffici postali potranno dedicarsi alla formazione specifica in materia – continua il presidente del Consiglio degli Stranieri – visto che le domande per i flussi migratori, presentate nel marzo 2006, sono ancora in attesa di definizione, dopo più di 7 (sette) mesi. Ci sembra veramente una presa in giro! L’unica cosa che sappiamo è che questo servizio non sarà gratuito”.
Con l’attuale legge si verificano dei paradossi assurdi “Proviamo ad ipotizzare un esempio – continua Virgil - con l’attuale legge lo straniero avrà un titolo di soggiorno pari alla durata del contratto di lavoro. Diciamo che lavora tramite un’agenzia interinale dove gli fanno contratti semestrali. Dopo sei mesi sarà impossibile che, con questo sistema, gli venga rilasciato il permesso di soggiorno. Ne dovrà chiedere un altro, nuovo, con il nuovo contratto di lavoro. E così via. Pagherà all’anno più di 100 euro, però sarà sempre senza originale del permesso di soggiorno.”

Il Consiglio degli stranieri fa notare come il lavoro di aiuto alla compilazione della domanda verrà portato avanti dagli enti locali, dalle associazioni, dai sindacati i quali in genere eseguono questi compiti gratuitamente: “A questo punto non era più facile e onesto decentralizzare tutto quanto e affidare il rilascio del titolo di soggiorno agli enti locali, responsabilizzandoli”

postato da: coopinnova alle ore 14:19 | link |
categorie: sanitario e sociale, consiglio degli stranieri